• La povertà dei commenti sulla povertà


    Domanda: in Italia negli ultimi anni la povertà è aumentata, è diminuita o è rimasta stabile? La risposta di esperti come la sociologa Chiara Saraceno – in editoriali e interviste sui quotidiani – è che da tempo la povertà in Italia aumenta e che i ceti medi stanno raggiungendo i ceti operai quanto a reddito. Ma evidentemente c'è una sociologa che con lo stesso nome e cognome di Chiara Saraceno sostiene tesi non propriamente collimanti. Per rendersene conto basta leggere un saggio appena uscito del Mulino intitolato "Dimensioni della disuguaglianza in Italia: povertà, salute, abitazione". Gli autori sono Andrea Brandolini, Chiara Saraceno e Antonio Schizzerotto. Numeri e informazioni sono notevoli e spiegati non solo per accademici. Tanto che al cronista appaiono abbastanza chiare le conclusioni. Ecco le principali, facendo copia e incolla dal libro.

    Dunque: "Nell'ultimo trentennio vi sono in Italia episodi di crescita della dispersione dei redditi, il più importante dei quali è coinciso con la severa crisi economica dei primi anni Novanta. Non si osserva tuttavia una fase prolungata di aumento della disuguaglianza, diversamente da quanto accaduto in altre economie avanzate, come gli Stati Uniti e il Regno Unito negli anni Ottanta, la Svezia e la Finlandia negli anni Novanta o la Germania nel decennio attuale". Ah be'...

    "D'altra parte, il livello della disuguaglianza e della povertà è in Italia elevato nel confronto internazionale, ben superiore a quello dei paesi nordici e dell'Europa continentale, in linea con quello degli altri paesi mediterranei e dei paesi di lingua inglese". Ah, però...

    "Restringendo in particolare l'attenzione agli ultimi quindici anni, non vi è evidenza, nei dati campionari sulla distribuzione dei redditi, di un aumento della disuguaglianza, di assottigliamento dei ceti medi o di un impoverimento delle famiglie di cui spesso si parla nel dibattito pubblico. Al contrario la distribuzione presa nel suo complesso appare piuttosto stabile". Ah, quindi non c'è evidenza di un fenomeno di cui si parla nel dibattito pubblico...

    Certo, ma adesso c'è la crisi è quindi magari quel fenomeno si avvererà. Benvenuta recessione... Il "dibattito pubblico" è salvo.

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